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Documento trasversale 2011 (su dati 2010)

Materiali e tipologie per gli imballaggi domestici

 

I sistemi europei dedicati agli imballaggi domestici si sono storicamente basati sulla identificazione di 5/6 materiali base, rispetto ai quali sono state costruite inizialmente sia la gestione che il meccanismo di prelievo.
Negli ultimi anni è però andata accentuandosi la tendenza a introdurre ulteriori classificazioni, che prendono in esame sia materiali speciali che combinazioni di materiali, oppure tipologie di imballaggi che risultano uniformi rispetto allo scopo ma non rispetto al materiale.
Così, accanto a carta, plastica, vetro, acciaio, alluminio e legno – quasi sempre presenti –  a seconda dei differenti contesti è andato creandosi un repertorio di materiali o di mix di materiali diversa natura. Predomina, per diffusione, la categoria degli “altri imballaggi recuperabili” (definiti per differenza rispetto ai materiali singoli prevalenti nel sistema), e per converso quella degli “altri imballaggi non recuperabili”. Sono presenti in molti paesi i “Materiali compositi”,  cui sono dedicate specifiche filiere di recupero, mentre una assoluta minoranza di Paesi dedica attenzione agli imballaggi biodegradabili o naturali, che sono diversamente definiti a seconda di modalità non sempre facili da decifrare (abbiamo mantenuto le diciture il più possibile vicine al significato originale, con note dove necessario).

Vi sono poi i raggruppamenti di materiali diversi che hanno in comune la destinazione d’uso: ad esempio i “Contenitori per bevande” (che possono essere in vetro, alluminio, compositi), spesso anche in presenza della voce “Cartoni per bevande”, che designa una filiera molto particolare.
In altri casi esistono delle tipologie che potremmo definire ‘di semplificazione’: “Farmaci”, “Giornali” e “Imballaggi di servizio” (cioè i sacchetti di carta o di plastica che vengono forniti agli acquirenti nei punti vendita).

Nelle tabelle che seguono è stata rappresentata una sintesi di tutte le principali varianti presenti in Europa, tenendo sempre distinti i Paesi “storici” da quelli “entranti”.
Si tratta di
8 “materiali base”  (+ 2 per i paesi che distinguono le plastiche e i metalli non utilizzati per i contenitori di bevande)
8 “altri materiali e compositi”
8 “tipologie particolari”


Ricordiamo che sia i materiali che le tipologie presentate si riferiscono esclusivamente agli imballaggi domestici.